La storia

(si riportano, per completezza, i testi del vecchio sito che non sono da ritenersi più validi in quanto non aggiornati)

Il Palladio, desiderando di lasciare dopo sé unopera di perfetto lavoro, persuase a questi signori Academici vicentini chiamati Olimpici, che [] edificassero allantica usanza dei greci e romani un teatro, [] or così a poco lhanno condotto al fine con maestria ed arte ammirabile nel quale può capere agiatamente dintorno tremila persone.
(Lettera di Filippo Pigafetta)

Vicenza, 1579. Sono passati diciassette anni dall’ultimo spettacolo teatrale allestito in città: la Sofonisba del Trissino, messa in scena in un teatro ligneo mobile allestito dall’architetto Andrea Palladio all’interno della Basilica, risale infatti al 1562. I membri dell’Accademia Olimpica, di cui lo stesso Andrea Palladio faceva parte, decidono che i tempi sono maturi per realizzare un teatro stabile e dare continuità alla loro attività teatrale. Affidano il progetto ad Andrea Palladio, che in pochi mesi lo porta a compimento.
Presentato il 15 febbraio 1580 alla Magnifica Comunità di Vicenza per ottenere unarea edificabile, il progetto viene approvato: il teatro si farà nello spazio delle vecchie prigioni, allinterno del Castello del Territorio, vicino al Ponte degli Angeli.
Nella primavera dello stesso anno, a spese degli accademici, iniziano i lavori ma il 19 agosto Palladio muore improvvisamente. La direzione passa prima al figlio Silla, poi a Vincenzo Scamozzi, che completa il Teatro con laggiunta delle prospettive lignee raffiguranti le vie di Tebe sulla scena.
Il 3 marzo 1585 il Teatro Olimpico viene inaugurato con Edipo Re di Sofocle, considerata la tragedia classica per eccellenza.
Pensate e create appositamente per lo spettacolo inaugurale, le scene dello Scamozzi sono fisse e mal si adattano ai canoni del teatro seicentesco, caratterizzato da scenografie mobili e complesse. Per questo lOlimpico negli anni a seguire perderà la sua funzione di spazio teatrale, rimanendo indossolubilmente legato alla messinscena inaugurale e diventando piuttosto un importante spazio di rappresentanza per lAccademia.
Ritroverà la sua identità di spazio vivo per la rappresentazione soltanto a metà Ottocento, per conservarla intatta fino ad oggi.