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Teatro Olimpico Vicenza: le origini

Nel 1580 l’architetto padovano Andrea Palladio, vicentino d’adozione, uno degli esponenti maggiormente di spicco di tutta la storia dell’architettura italiana, il più importante della Repubblica di Venezia, ultimò il progetto del Teatro Olimpico della stessa città, dando inizio alla sua costruzione. Palladio, ormai settantunenne, morì quello stesso anno, probabilmente ad agosto, senza riuscire a vedere compiuta la sua opera.

Il Teatro Olimpico di Vicenza è un’opera di estrema importanza soprattutto perché rappresenta il primo edificio teatrale stabile coperto della storia. Fino ad allora, infatti, le rappresentazioni teatrali venivano allestite nei teatri scoperti dell’antichità, come quelli greci e romani, all’interno di ville, case, cortili o, come spesso avveniva nel Medioevo, nel Rinascimento e come ancora avveniva fino al settecento, in strada, grazie all’utilizzo di strutture mobili o presso ambienti adibiti a teatro.

Teatro Olimpico di Vicenza: la rinascita del teatro

IL Rinascimento fu l’epoca in cui la disciplina del teatro conobbe una rinascita, dopo la forte censura della Chiesa durante i secoli del Medioevo, in cui era percepita come fonte di tentazione verso i vizi, condannandone, inoltre, l’uso ostentato e inadeguato del corpo e della gestualità, il rapporto per lo più visivo, sensoriale, che si instaurava tra il pubblico del teatro olimpico e gli attori.

Solo il giullare e il buffone mantennero una continuità col glorioso passato teatrale. Con la riscoperta dei classici durante l’Umanesimo, sopraggiunse il bisogno di creare dei luoghi adatti alla rappresentazione delle opere teatrali dell’antichità. Oltre agli allestimenti di scenografie e spazi per le rappresentazioni facilmente smontabili che sfruttavano la tecnica prospettica, si cominci,arono a costruire imitazioni di edifici realizzate in legno, ricreando il proscenio greco e romano, insieme ad un prospetto scenico con immagini di altri edifici che creasse l’illusione della profondità.

Ma è con l’insegnamento vitruviano del Trattato sopra le scene del II libro dell’Architettura, a cui Palladio si ispira, che viene diffusa una codificazione delle tre diverse scene prospettiche. E proprio grazie agli studi vitruviani e all’osservazione diretta delle rovine dei teatri greci e romani, l’architetto veneto preparò il progetto per un edificio teatrale finalmente stabile: il teatro olimpico di Vicenza.